Donne di Lago: quelle che non hanno chiesto il permesso

L’8 marzo arrivano le mimose, i post, le frasi condivise. Anche le grafiche color pastello.

Sul Lago d’Orta, invece, c’erano donne che lavoravano quando ancora non si parlava di empowerment.

E non chiedevano il permesso.

Questa è la storia di Nunziatina Ricciotti e Andreina Gemelli.
Due donne diverse, ma stessa ostinazione.

Nunziatina Ricciotti: quando il lago era lavoro, non cartolina

All’inizio del Novecento il Lago d’Orta non era una meta Instagram: era fatica.

Molti uomini emigravano, mentre restavano le donne, come Nunziatina – detta “Nunziadin” – che prendeva i remi.

Ogni giorno collegava Pella e Orta. Trasportava persone, merci, lettere, notizie.
Faceva da barcaiola, postina, infermiera, mediatrice.

La sua ultima traversata la fece a 81 anni, accompagnando due sposi verso l’Isola di San Giulio.

Oggi diremmo “multitasking”.
Allora si chiamava sopravvivenza.

La sua storia è semplice da raccontare, ma decisamente meno da replicare.

Andreina Gemelli: salvare un luogo è un atto politico

Passano gli anni: cambia il contesto ma non la determinazione.

Andreina Gemelli nasce a Miasino. Sarta, organizzatrice culturale, fondatrice della Pro Loco.
Una di quelle persone che quando sente dire “non si può fare” inizia a telefonare.

Il suo obiettivo era chiaro: Villa Nigra doveva restare patrimonio pubblico.

Nel 2004 la villa finisce all’asta. Un acquirente straniero si fa avanti.
Sembra finita.

Poi emerge una clausola: gli enti pubblici hanno sei mesi per intervenire.

Andreina insiste. Pressa. Convince.
Nel 2005 Regione, Provincia e Comune acquistano la villa.

Oggi Villa Nigra ospita eventi, cultura, concerti e non per caso: perché qualcuno ha deciso di non mollare.

L’8 marzo sul Lago d’Orta non è una data

Qui l’8 marzo più che una celebrazione è un promemoria.

Le storie di Nunziatina e Andreina parlano di:

  • lavoro invisibile
  • leadership nei piccoli territori
  • cura dei luoghi come responsabilità collettiva

Non sono favole. Sono architettura sociale.

E nel 2026 il punto non è ricordarle, ma capire cosa facciamo noi, oggi.

Dormire in un luogo custodito da donne

Seme di Faggio non esiste per caso.
Esiste perché qualcuno ha scelto di restare, investire, credere.

Chi lo gestisce è una donna.
E si vede.

Non nello slogan.
Nella cura.

Se vieni sul Lago d’Orta per l’8 marzo – o in qualunque altro giorno dell’anno – fermati con il tempo giusto.

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E scopri anche cosa vedere a Miasino: perché i luoghi hanno senso quando conosci le storie che li tengono in piedi.

Approfondimenti e fonti

Per approfondire la storia di Villa Nigra puoi consultare il sito ufficiale del Comune di Miasino e la documentazione storica disponibile online al link villanigra.it/storia/.

Quando si parla di territorio e patrimonio culturale del Lago d’Orta, una fonte istituzionale di riferimento è Distretto Turistico dei Laghi.

FAQ – Donne di Lago e 8 marzo

Chi era Nunziatina Ricciotti?

Era una barcaiola attiva sul Lago d’Orta nei primi del Novecento. Collegava quotidianamente Pella e Orta trasportando persone e merci, diventando un punto di riferimento per la comunità locale.

Chi è Andreina Gemelli?

È una figura chiave nella tutela culturale di Miasino. Grazie alla sua determinazione, nel 2005 Villa Nigra è diventata patrimonio pubblico.

Cos’è Villa Nigra?

Villa Nigra è una villa storica situata a Miasino, oggi sede di eventi culturali e manifestazioni pubbliche.

Perché queste storie sono legate all’8 marzo?

Perché rappresentano esempi concreti di autonomia, responsabilità e leadership femminile nel territorio del Lago d’Orta.

Link utili:

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