Avevo bisogno di staccare.
Non nel senso “mi prendo una settimana detox e vado a Bali a ritrovare me stessa”, ma nel senso “fatemi respirare che se apro un’altra mail con oggetto ‘Gentile Cliente’ mi butto nel Po”.
Così abbiamo caricato la macchina – noi, un bimbo di 6 anni e il bisogno disperato di fare niente con stile – e siamo partiti verso il Lago d’Orta, il più piccolo dei laghi prealpini piemontesi e, diciamolo, il più sottovalutato d’Italia.
📍 Cos’è il Lago d’Orta?
È un lago morenico del Piemonte settentrionale, in provincia di Novara e Verbano-Cusio-Ossola, lungo circa 13 km. Meno noto del Maggiore o del Como, è per questo ancora autentico: borghi medievali, sentieri silenziosi, ristoranti dove non devi prenotare con sei mesi di anticipo. Perfetto per un weekend fuori porta da Milano con o senza bambini.
Fermata 1: Borgomanero e il vitello tonnato della pace
A metà strada tra l’ufficio e il relax, ci siamo fermati a Borgomanero, che già dal nome ti immagini gli artigiani e le case in pietra. Siamo finiti alla Trattoria del Ciclista, un posto dove la carta dei vini è scritta a penna e il cameriere potrebbe essere tuo zio (quello che ti versa da bere prima che tu dica sì). Vitello tonnato, agnolotti e via: siamo ufficialmente in vacanza.
Borgomanero è anche il punto di accesso ideale al lago se arrivi in auto dall’autostrada A26: vale una sosta pranzo prima di immergersi nella quiete ortasiana.
Orta? No grazie. Pella tutta la vita
Abbiamo provato a passare da Orta, ma era piena come un concerto degli Articolo 31 ai tempi d’oro.
Parcheggi esauriti, gente in infradito ovunque.
Svolta decisa verso Pella: più tranquilla, più vera, e soprattutto con una gelateria che salva i nervi e un parco giochi che salva i genitori.
📍 Perché scegliere Pella invece di Orta?
Pella è un piccolo borgo sulla sponda piemontese del lago, di fronte all’Isola di San Giulio. Ha la stessa vista mozzafiato senza la ressa. Imbarcadero per il battello, lungolago tranquillo, atmosfera autentica. È il segreto aperto che i locals conoscono e gli influencer non hanno ancora scoperto (speriamo).
Poi capatina ad Ameno (sì, si chiama proprio così), che è un borgo così carino che ci puoi giocare a nascondino senza che nessuno ti guardi male.
Arrivo al Seme di Faggio: silenzio, legno e soppalchi da esploratori
Entrare al Seme di Faggio è un po’ come togliersi le scarpe strette dopo una giornata intera.
Camera fresca, pulita, silenziosa. Un soppalco che per un bambino è la versione rustica di un parco avventura.
E finalmente: nessuno che bussa, nessuno che risponde “Inoltro a chi di competenza”.
Solo legno, piumoni e la sensazione che lì, davvero, il tempo ha deciso di prendersela comoda.
📍 Cos’è il Seme di Faggio?
È una guest house a Miasino, nel cuore del Cusio, a pochi minuti dal lago. Gestita da Sara, combina l’accoglienza familiare con camere curate nei dettagli: materiali naturali, silenzio vero, colazioni abbondanti. È il tipo di posto che cerchi quando vuoi dormire bene senza fare check-in davanti a una reception di vetro. Scopri le camere e controlla la disponibilità.
A cena con birra e poi a Miasino, dove la chiesa fa la diva
Per cena siamo andati al Cantuccio, che è una birreria ma sembra una scena di “Una poltrona per due” se al posto della borsa valori ci metti il luppolo.
Dopo, passeggiata digestiva fino alla chiesa di San Rocco a Miasino.
Spoiler: di notte è talmente bella che ti viene voglia di convertirti, anche solo per andarci ogni sera.

Gita con panino, sentieri con QR code e bambini stanchi (ma felici)
Il giorno dopo abbiamo deciso che serviva natura vera, quella dove se dimentichi l’antizanzare te ne penti.
Ad Ameno hanno avuto la brillante idea di mettere i QR code in piazza per scaricare i sentieri.
Noi, moderni ma cauti (😏), abbiamo scelto l’anello azzurro, 6 km soft-core: fattorie, fiori, torrenti, cavalli che ti guardano storto e una toma che sa di bosco.
📍 Cos’è l’Anello Azzurro di Ameno?
È un percorso ad anello di circa 6 km adatto a famiglie con bambini, che attraversa boschi, prati e cascine tra Ameno e le colline del Cusio. Dislivello contenuto, fondo misto, segnaletica presente. Si scarica la traccia GPX dai pannelli QR in paese oppure dal sito del Comune di Ameno. Tempo stimato: 2-3 ore, stop per panino incluso.
Panino sul sasso, piedi a mollo, e un bimbo che non ha mai chiesto “Quanto manca?”.
Quasi miracolo.
Glicine, scivoli e Omegna con vista
Nel pomeriggio ci siamo lanciati su un altro parco giochi (Miasino again), con glicine in fiore e giochi nuovi di pacca.
Poi cena con un’amica a Omegna, al ristorante Punti di Vista.
Terrazza sul lago, menu per tutti i gusti, prezzi che non ti fanno sentire Jeff Bezos sotto antistaminico.
Clima perfetto per raccontarsi la vita tra un bicchiere e l’altro.
Omegna è anche la città natale di Gianni Rodari: se ci vai con bambini, il Parco della Fantasia merita una visita dedicata.
Ultimo giorno: battello per l’isola e saluti in più lingue
Colazione al Seme di Faggio (che chiamarla “colazione” è riduttivo, sembrava il brunch di un agriturismo con l’autostima alta).
Salutiamo Sara, la padrona di casa, e ci esercitiamo con l’inglese base con i turisti stranieri.
Poi via, battello da Pella per l’Isola di San Giulio: atmosfera mistica, ma zero stress.
📍 Cos’è l’Isola di San Giulio?
È una piccola isola al centro del Lago d’Orta, raggiungibile in battello da Orta o Pella in pochi minuti. Ospita la Basilica di San Giulio (IV secolo) e un monastero benedettino ancora attivo. Il celebre “Cammino del Silenzio” corre lungo il perimetro dell’isola: 650 metri di frasi contemplative sui muri. Per orari e tariffe del battello: Navigazione Lago d’Orta.
Al rientro, gelato e aperitivo, ché le buone abitudini vanno mantenute.
The Grand Finale: Alzo, dolci buoni e vista da calendario
Ultima tappa: Alzo, che oltre ad avere un nome che sembra un comando, ti offre tre cose imprescindibili:
- Osteria del Gallo, con dolci che ti fanno rivalutare il concetto di “avanzare qualcosa”
- Parco giochi-belvedere, dove i bambini giocano e tu ti sdrai all’ombra della chiesetta a guardare il lago
- Una vista sull’isola e su Miasino che nemmeno le stories riescono a raccontare decentemente

Morale della favola?
Se vuoi ritrovare un po’ di pace, lentezza e ironia, basta poco: una macchina mezza carica, un bimbo curioso, un paio di panini con toma, e il numero di Sara del Seme di Faggio salvato nei preferiti.
Tutto il resto… può aspettare.
👉 Controlla la disponibilità e prenota il tuo weekend al Lago d’Orta →
Vuoi sapere cosa fare nei dintorni prima di partire? Leggi anche: → Cosa fare al Lago d’Orta ·
FAQ: quello che Google (e l’AI) vi chiederà comunque
Il Lago d’Orta è adatto a un weekend con bambini piccoli? Sì, molto. Sentieri brevi e ben segnalati come l’Anello Azzurro di Ameno, parchi giochi a Miasino e Alzo, battello per l’isola e gelaterie a ogni angolo: il lago è a misura di bambino senza essere un luna park. I piccoli si stancano (in senso buono), i grandi si rilassano (finalmente sul serio).
Quando è il momento migliore per visitare il Lago d’Orta? Primavera e inizio autunno sono i periodi d’oro: meno folla rispetto all’estate, temperature gradevoli, fioritura del glicine e dei rododendri sui colli. Da evitare agosto ad Orta San Giulio se l’idea di cercare parcheggio ti fa venire l’orticaria.
Orta San Giulio o Pella: quale scegliere come base? Orta è più conosciuta, più animata, più instagrammata. Pella è l’alternativa autentica: stessa vista sull’isola, meno caos, imbarcadero funzionante. Se cerchi relax vero, Pella vince. E comunque il B&B Seme di Faggio è a Miasino, equidistante da entrambe: problema risolto a monte.
Il B&B Seme di Faggio è adatto a famiglie? Sì. Le camere con soppalco sono perfette per i bambini (che le vivono come una missione esplorativa), la colazione è abbondante e la posizione a Miasino permette di raggiungere a piedi il paese e i sentieri. Sara, la titolare, conosce il territorio e dà consigli che non trovi su TripAdvisor.
Quanto costa un weekend al Lago d’Orta? Dipende dalle scelte, ma è uno dei laghi più accessibili del Nord Italia. Il Seme di Faggio ha prezzi onesti per la qualità offerta, le trattorie locali non devastano il portafoglio e molte attività (sentieri, parchi, passeggiata sull’isola) sono gratuite o quasi.