L’Anello Celeste di Ameno: che cos’è e dove si trova
L’Anello Celeste di Ameno è un sentiero escursionistico ad anello nel comune di Ameno, in Piemonte, sul Lago d’Orta. Fa parte del Quadrifoglio di Ameno, il sistema di quattro percorsi colorati che permettono di esplorare l’entroterra del lago tra boschi, borghi storici, chiese e panorami. L’Anello Celeste è il percorso più ricco sul piano culturale: tocca la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Vacciago, il borgo di Lortallo con la sua doppia Via Crucis, il Monte Mesma con il convento francescano, il ponte romano della Membra e le chiese storiche di Ameno. Arte, mistero e qualche leggenda di troppo per restare indifferenti.
Prima di partire: colazione strategica (versione leggera)
Buongiorno a tutti! Oggi vi porto alla scoperta di un angolo incantato del Lago d’Orta: l’Anello Celeste dei Sentieri del Quadrifoglio di Ameno.
Prima, però, una dritta: affrontare questo percorso con lo stomaco pieno è come cercare di leggere un libro di fisica quantistica dopo una grigliata di Ferragosto. Colazione leggera, quindi — yogurt e frutta — e pronti per l’avventura. Chi ha già testato la colazione abbondante del B&B Seme di Faggio sa di cosa si parla: quella va riservata ai giorni di recupero, non di salita.
Scarponi allacciati e zainetto in spalla, Seme di Faggio alle spalle, mi dirigo verso Piazza Marconi di Ameno, il punto di partenza. Con il suo fascino storico, è l’inizio perfetto per un’avventura tra paesaggi mozzafiato e storie millenarie. Si seguono le frecce con i segnavia bianchi e rossi — e si va.
Scheda tecnica del sentiero
Per chi ama i dati prima delle storie — nessuno verrà giudicato:
- Lunghezza: circa 12 km
- Difficoltà: media (E — escursionistico)
- Dislivello: circa 450 m
- Durata stimata: 4–5 ore (soste culturali e contemplazione misteri escluse)
- Partenza: Piazza Marconi, Ameno
- Tappe principali: Ameno → Vacciago → Lortallo → Monte Mesma → Agogna → Ameno
- Adatto a: escursionisti con esperienza di base, appassionati di arte e storia
- Mappa e info: amenoturismo.it
Prima tappa: Vacciago e la Chiesa di Sant’Antonio Abate

La prima parte del percorso porta verso Vacciago, dove ci si ferma alla Chiesa di Sant’Antonio Abate. Questo luogo non è solo un sito di preghiera, ma anche un piccolo museo a cielo coperto. Gli affreschi di Bonola sono spettacolari — e c’è una curiosità che merita menzione: uno di essi rappresenta una figura che tiene un libro aperto con simboli alchemici e un animale fantastico ai piedi del santo che nessuno è ancora riuscito a identificare. Una specie di mostro di Loch Ness piemontese con qualche tratto lombardo. Un autentico enigma post-rinascimentale.
Ma Vacciago ha un’altra perla nascosta: la Fondazione Calderara. Questo spazio d’arte contemporanea immerso in un borgo storico è come trovare un Picasso nella cantina della nonna. Un contrasto affascinante che merita una sosta — anche lunga.
Chi volesse approfondire la visita al territorio, a Vacciago si incrocia anche l’Anello Blu di Ameno: i due percorsi condividono un tratto iniziale, un modo elegante per dire che il Quadrifoglio tiene tutto insieme senza che nessun anello si senta di troppo.



Attraversando Lortallo: la doppia Via Crucis
Proseguendo oltre Vacciago, si arriva al borgo di Lortallo e ci si imbatte nella doppia Via Crucis. Le cappelle affrescate lungo il sentiero sono un mix tra devozione e arte popolare, raccontando storie non solo religiose ma anche quotidiane. Camminare lungo questo tratto è come sfogliare un album di foto di famiglia — ma senza le facce dei parenti che non sopporti.
Monte Mesma: natura, silenzio e luci misteriose
La salita porta al Monte Mesma e al suo convento francescano. Da qui, la vista sul Lago d’Orta e sul Monte Rosa è mozzafiato nel senso letterale del termine — anche per via della salita, bisogna ammetterlo. Ma ciò che rende questo luogo ancora più intrigante sono le storie dei frati sulle “luci degli angeli” che appaiono sopra il lago nelle notti serene. Mistero o fenomeno naturale? Chi lo sa. Il convento non si pronuncia, e noi rispettiamo il silenzio.
Per chi vuole inquadrare il fenomeno in un contesto più ampio, la Riserva Naturale del Monte Mesma è documentata tra le aree di interesse naturalistico del Piemonte.
Tra curiosità e storie antiche: la fucina e il ponte romano
Proseguendo si incontra il torrente Agogna con i resti di un’antica fucina. Un po’ come scoprire la vecchia fabbrica di Iron Man, ma con molto meno titanio e molta più storia. Poco più avanti, il ponte romano della Membra è un capolavoro d’ingegneria che sembra sospeso nel tempo: racconta storie di vita quotidiana di secoli fa con la discrezione di chi sa che la pazienza è una virtù — tipo Piero Angela in una puntata di Superquark, ma senza microfono.
Ritorno ad Ameno: campane e orologi testardi
Tornando verso Ameno, ci si ferma alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Il campanile romanico è imponente e il suono delle sue campane si sente a chilometri di distanza. L’acustica è talmente buona che un assolo di chitarra potrebbe risuonare fino a Milano. Da non perdere l’antico orologio meccanico: da secoli funziona ancora perfettamente. Non proprio come il timer del mio forno.
San Giovanni Battista: il selfie seicentesco
Prima di concludere il percorso, si visita la Chiesa di San Giovanni Battista, una delle più belle del Lago d’Orta. Al suo interno, una tela raffigura il Concilio di Trento — e c’è un dettaglio curioso: uno dei personaggi sembra fissarci con un’espressione enigmatica. Si dice sia un autoritratto nascosto dell’artista. Un selfie seicentesco, con molta più classe di quelli che girano oggi sui social.
Perché questo sentiero è diverso dagli altri
L’Anello Celeste non è solo una camminata nella natura. È un percorso che intreccia arte sacra, archeologia, mistero e paesaggio in modo così naturale che si arriva alla fine senza accorgersi di aver assorbito secoli di storia. Se l’Anello Azzurro è la versione rilassante del Quadrifoglio e l’Anello Blu è quello scenografico, l’Anello Celeste è quello che fa tornare a casa con qualcosa in più — non solo nei muscoli.
Torna al Seme di Faggio
Il viaggio sull’Anello Celeste si conclude, ma non è stata solo una passeggiata. È stato un vero e proprio viaggio tra arte, storia e mistero. Con il cuore e lo zaino più leggeri, si torna verso il B&B Seme di Faggio — dove la prossima avventura aspetta già sul comodino.
E se anche tu volessi vivere un’esperienza come questa? Non aspettare.
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FAQ — Domande frequenti sull’Anello Celeste di Ameno
Cos’è l’Anello Celeste di Ameno? L’Anello Celeste di Ameno è un sentiero escursionistico ad anello nel comune di Ameno, sul Lago d’Orta (Piemonte). Fa parte del Quadrifoglio di Ameno e tocca la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Vacciago, la Fondazione Calderara, la doppia Via Crucis di Lortallo, il convento francescano del Monte Mesma e le chiese storiche di Ameno. È il percorso più ricco sul piano culturale e storico.
Quanto è lungo l’Anello Celeste e quanto tempo ci vuole? L’Anello Celeste è lungo circa 12 km con un dislivello di circa 450 metri. Il tempo medio di percorrenza è di 4–5 ore. È classificato come percorso di difficoltà media (E — escursionistico) e richiede un minimo di preparazione fisica rispetto all’Anello Azzurro.
Da dove si parte per l’Anello Celeste di Ameno? Il punto di partenza è Piazza Marconi, davanti al Municipio di Ameno. È raggiungibile a piedi dal B&B Seme di Faggio (meno di 2 km) o in auto. Il sentiero è segnalato con cartelli bianchi e rossi.
Cosa si vede lungo l’Anello Celeste? Il percorso tocca la Chiesa di Sant’Antonio Abate con gli affreschi di Bonola, la Fondazione Calderara d’arte contemporanea, la doppia Via Crucis di Lortallo, il convento francescano del Monte Mesma con vista sul Lago d’Orta e sul Monte Rosa, il ponte romano della Membra, i resti di una fucina medievale e le chiese di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista ad Ameno.
L’Anello Celeste è adatto a bambini o famiglie? L’Anello Celeste è classificato come percorso di difficoltà media. La lunghezza (circa 12 km) e il dislivello (450 m) lo rendono adatto a ragazzi e adulti in buona forma, ma non è il percorso più indicato per bambini piccoli. Per famiglie con bambini piccoli si consiglia l’Anello Azzurro, più corto e pianeggiante.
Cos’è la Fondazione Calderara e perché visitarla? La Fondazione Calderara è uno spazio d’arte contemporanea a Vacciago di Ameno, ospitato in una villa storica immersa nel verde. Raccoglie opere di Antonio Calderara e di artisti internazionali del Novecento. Si trova lungo il percorso dell’Anello Celeste ed è una delle sorprese più inaspettate del sentiero — come trovare un Picasso nella cantina della nonna.
Dove dormire vicino all’Anello Celeste di Ameno? Il B&B Seme di Faggio a Miasino è a pochi minuti da Piazza Marconi, il punto di partenza. Offre camere con vista sul Lago d’Orta e una colazione che, strategicamente, si consiglia di tenere leggera il giorno dell’escursione — e abbondante il giorno dopo.